Concerto

venerdì  25 marzo 2016 - ore 20.00


REQUIEM for a solo cello

di Maurizio Bignone

Luca Pincini  -  violoncello

seguirà un momento conviviale

 


 

Duo extra Flauto e Pianoforte, venerdì 23 luglio 2010 - ore 20.00

 

Concerto nel cortile della Domus Jani

Maria Augusta Pannunzi  flauto e ottavino

Stefania Maroni  pianoforte

 

Il DUO EXTRA ha l’obiettivo di proporre non solo le opere più popolari e già am-piamente diffuse nei panorami concerti-stici, ma predilige quelle frange meno frequentate o dimenticate del corpus creativo di compositori famosi

 

PROGRAMMA DI SALA

Romanticismo tedesco

R. SCHUMANN (1810-1856) ROMANZA op. 94
C. REINECKE (1824-1910) SONATA “Undine” in Mi min. op. 167

Allegro
Intermezzo
Andante tranquillo
Finale

 

C. DEBUSSY (1862-1918) SONATA (arr. per flauto) (1917)

Allegro vivo
Intermede
Finale

 

Novecento francese

P. CAMUS CHANSON ET BADINERIE

Chanson
Badinerie

 

C. DEBUSSY (1862-1918) SONATA (arr. per flauto) (1917)

Allegro vivo
Intermede
Finale

 


 

Concerto del 6 giugno 2010

 

Beethoven
Trio opera 11 in Si b maggiore per Clarinetto (Violino), Violoncello e Pianoforte

Allegro con brio, Adagio, Tema con Variazioni, Allegretto

 

Dvorjak
Quartetto op. 23 in Re maggiore per Violino, Viola, Violoncello e Pianoforte
Allegro moderato, Tema e Variazioni, Finale

violino        Giovanni De Rossi
viola           Luca Pellegrino
violoncello   Paolo Andriotti
pianoforte   Francesca Fiorini


 

 


Petite Messe Solennelle

Domenica 18 aprile 2010

rossini

Rossini compositore di musica sacra? Ci è difficile associare il suo nome a una messa. E’ vero che, fedele all’ironia che ha fatto sempre da contrappunto al suo genio musicale, non esita a qualificare la composizione come “l’ultimo peccato mortale della sua vecchiaia”. E completa l’opera con una lettura a Dio, aggiunta in calce alla partitura autografa:

Buon Dio, ecco terminata questa povera piccola messa. Ma ciò che ho prodotto è “musique sacrée” o “sacrée musique”? Io ero nato per l’opera buffa, tu lo sai bene! Poca scienza, un po’ di cuore, tutto qui. Sii dunque benevolo e concedimi il Paradiso. G. Rossini. Passy 1863”.

Rossini è consapevole delle contraddizioni e le usa per far emergere questioni serie. A cominciare dal contrasto tra gli aggettivi “piccola” e “solenne” per caratterizzare la sua messa. Scritta per la consacrazione della cappella privata del conte Pillet-Will a Passy, presso Parigi, ed eseguita il 14 marzo 1864 alla presenza di pochi rappresentanti scelti dell’élite musicale, la composizione è una “messa solenne” in piena regola, ma con un organico vocale e strumentale molto ridotto. Rossini auspicava che il canto fosse sostenuto in tutto, tra solisti e coro, da “dodici cherubini”. Ma nel numero esigeva che fossero comprese delle donne: e questo rendeva la sua messa non eseguibile nelle chiese del tempo. Le parti di soprano e contralto erano affidate a voci bianche e castrati, mentre le donne, secondo il precetto paolino, dovevano “tacere in chiesa”. Per non parlare del pianoforte, anch’esso escluso dall’ambiente sacro...

Dal punto di vista musicale, poi, la composizione assemblava gli stili più diversi: da brani contrappuntistici nella tradizione di Palestrina, a magistrali fughe di sapore barocco, ad arie di grande fascino melodico che ricordano l’opera. Rossini compone insomma musica sacra già in origine destinata alla “sconsacrazione”!

Consapevole dell’ambivalenza della sua musica sacra, il compositore si affida anche al diverso significato dell’aggettivo “sacré” in francese: la sua è musica sacra o “sacréemusique” (ovvero “maledetta” in senso enfatico ed elogiativo)? Nella sua ironica lettera, lascia che sia Dio stesso a decidere se la musica sacra sia un sottogenere di musica, o se sia la sua qualità – sacréepotrebbe equivalere a: “gran bella musica” – a renderla sacra...

Il movimento chiamato “ceciliano”, che nell’Ottocento si proponeva di riportare la musica sacra all’antica purezza e semplicità, non avrebbe mai concesso alla “petite messe” diritto di cittadinanza nell’ambito della liturgia. Né il rigido dogmatismo religioso del Nord Europa era favorevole all’irruzione nella sfera della religiosità e della spiritualità di una musica che considerava profana, addirittura sensuale. A un critico musicale austriaco che l’interrogava sulla sua messa Rossini osservava: “Non è una musica per voi, non è per i tedeschi. La mia musica più sacra è sempre solo semiseria”.

Che cosa intendesse davvero Rossini per musica sacra lo lascia forse indovinare dall’indicazione stravagante di tempo musicale posta all’inizio del Credo: “Allegro Cristiano”. Il sacro per Rossini è una categoria molto ampia, che abbraccia l’euforia della creatività musicale e le gioie della buona tavola, il successo e il silenzio del ripiegamento depressivo, il riso incontenibile e le inquietudini sulla soglia estrema della vita.

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PROGRAMMA DI SALA

1. Kyrie
- coro

2. Gloria
- Gloria in excelsis Deo – coro
- Et in terra pax – soli, coro
- Gratias agimus tibi – soli
- Domine Deus – tenore
- Qui tollis – soli
- Quoniam – baritono
- Cum Sancto Spiritu – coro

3. Credo
- Credo in unum Deo – soli, coro
- Crucifixus – soprano
- Et resurrexit – soli, coro
- Et vitam venturi saeculi – coro


4. Offertorium
- Prélude religieux – pianoforte

5. Sanctus
- soli, coro

6. O salutaris hostia
- soprano

7. Agnus Dei
- contralto, coro

 

direttore    M. Alessandra Corso

pianoforte  M. Armando Pinci

armonium  M. Stefania Maroni

arpa          M. Chiara Marchetti

solisti     Laura Felice (soprano), Chiara Guglielmi (contralto), Costantino D’Aniello (tenore), Salvatore D’Alò (basso)

Coro Nova Lyrica:

soprani   Adele Rossi, Paola Tonelli, Giorgiana Pelliccia, Angela Bucci, Alessandra Oliviero
contralti  Chiara Strada, Sabrina Imparato, Irene di Giuseppantonio, Isis, Fabiola Mastrogiacomo

tenori      Franco Tinto, Edoardo Boccoli, Massimo Corso

bassi       Arman Azemoon, Andrea Scorsolini, Francesco Gana,

              Luca Renzetti, Rodolfo Cappelli