Una diversa fiducia

Book Cover: Una diversa fiducia

Sandro Spinsanti

Una diversa fiducia
Per un nuovo rapporto nelle relazioni di cura

 

“La buona medicina è un tavolo tenuto in piedi da tre gambe: pillole, parole e fiducia. Se una di queste tre risorse viene a mancare, l’insieme crolla.”

Alle parole, che della fiducia sono nutrimento, Sandro Spinsanti ha dedicato il saggio La cura con parole oneste; in questo nuovo lavoro, che ne è l’ideale prosecuzione, si concentra invece sulla fiducia, perché è convinto che sia la sua perdita che funesta ai nostri giorni il complesso sistema delle cure: lo dimostrano innanzitutto lo scetticismo verso i vaccini anti-covid e il sempre il più diffuso sospetto nei confronti del sapere scientifico.

Con la grazia e l’ironia che gli sono proprie, ma senza per questo risparmiare aspre critiche a un sistema sanitario che nel tempo si è arroccato su posizioni difensive, aggravando se possibile la relazione medico-paziente, Spinsanti esamina i vari modi in cui la sfiducia si articola e si manifesta nella medicina dei nostri giorni e come sia andata crescendo ed evolvendosi nel tempo. Intravede, tuttavia, nel ricambio generazionale e di genere che potrebbe intervenire nel governo della sanità, una positiva prospettiva futura, ma avverte che non basta la fiducia costruita solo sui rapporti interpersonali con i curanti: è necessario che questa sia sostenuta da servizi alla salute efficienti e attendibili, con cittadini che siano in grado di sapere con certezza se e fino a che punto si estende l’impegno implicito a non lasciare indietro nessuno quando la condizione di salute si incrina. Anche per questo, afferma l’autore, è ora di aggiornare il Servizio sanitario nazionale, per rendere la tutela della salute un diritto non solo proclamato, ma concretamente esigibile.

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Reviews:Alberto Ceresoli su L’Eco di Bergamo ha scritto:

Un libro sulla fiducia nei rapporti di cura. Tra il medico e il paziente, tra la medicina e il medicato, tra la scienza che avanza sempre più veloce e un’opinione pubblica che, al contrario, si fa attrarre sempre meno dalle sue promesse. Fino a non molto tempo fa, a nessuno sarebbe venuto in mente di scriverlo, ma oggi, in un preoccupante clima di pandemia non solo di Covid, ma anche di sfiducia generalizzata, diventa quasi un’urgenza, per cercare di capire come invertire la rotta, come far sì che la scienza della cura – almeno quella «buona» – ricopra il ruolo che intelligenza e buon senso le devono necessariamente riconoscere.
Ne ragiona, nella sua ultima fatica letteraria, Sandro Spinsanti, laureato in Teologia e in Psicologia, già docente di Etica medica alla Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica di Roma e di Bioetica all’Università di Firenze, fondatore e direttore dell’Istituto Giano per le medical humanities. «Una diversa fiducia – Per un nuovo rapporto nelle relazioni di cura» (pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore) è il suo contributo per proporre nuovi percorsi di costruzione di una «fiducia diversa» appunto, capace di far scoppiare le «bolle informative» che avvelenano i nostri giorni e che, nel contempo, con «parole oneste», sappia guarire la sfiducia pronunciando l’«Effatà» raccontato nel Vangelo di Marco, aprendo «le orecchie e la bocca di una medicina che si occupa solo di sintomatologie organiche».

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Alfredo Zuppiroli su L'Infermiere ha scritto:

Un Maestro. Non so trovare parola più adeguata per definire Sandro Spinsanti, che con questo libro raggiunge l’apice di una vena produttiva che non solo non si esaurisce con il tempo, ma anzi si presenta sempre più ricca e feconda di spunti. Un Maestro, perché ha saputo condensare in poco più di duecento pagine un vero e proprio manuale sulla relazione di cura. Su ciò è oggi il curare, su ciò che è stato, su ciò che dovrebbe e potrebbe diventare. Con un continuo rimando tra la dimensione individuale del rapporto tra persona malata e professionista della cura e la dimensione pubblica, quella dell’intreccio tra comunità, società ed organizzazione sanitaria. Sostenuto da una immensa cultura, non quella paludata dell’accademia ma quella che scaturisce dalle frequentazioni più varie (dalla letteratura al cinema, dai documenti istituzionali agli articoli di giornale, dai lavori scientifici alle serie televisive), l’Autore ci guida con leggerezza ma altrettanta precisione nei territori di cura, regalandoci una mappa disegnata con impareggiabile precisione. A partire da una dichiarazione esplicita: la fiducia di cui il libro tratta non è quella ingenuamente acritica, figlia di quel tempo andato (davvero andato?) quando il paziente doveva affidarsi passivamente al medico perché lui (molto più spesso che lei) solo sapeva qual era il suo bene. Si tratta invece di una fiducia “non antitetica alla critica, alla vigilanza e al controllo”: una condizione adulta, dunque, che implica un rapporto tra pari, dove il legittimo dubbio e non il pregiudizio è la condizione per generare conoscenze, esperienze, competenze.

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