La tua posizione sui vaccini: raccontami, ti ascolto

Non sarebbe preferibile parlarsi, invece di partire in guerra gli uni contro gli altri? Il buon senso dice di sì, la pratica sociale preferisce lo scontro. Che presuppone aver prima scarnificato un problema complesso, riducendolo a due posizioni contrapposte; e poi partire all’attacco di quella contraria. L’argomento più recente su cui praticare questa collaudata strategia è quello dei vaccini anticovid. Sei favorevole o contrario? Ed ecco i due schieramenti pronti allo scontro, ognuno con i propri motivi e le proprie argomentazioni, da usare per squalificare l’avversario. Il quale non viene neppure ascoltato (avete presenti i talk-show?), perché intanto quello che ha da dire è irrilevante.

Una proposta inaudita per chi ama questo tipo di battaglie è quella che viene dalla Fondazione ISTUD. L’ha avanzata Maria Giulia Marini, un’appassionata promotrice della Medicina Narrativa. Si tratta di una ricerca basata sulle narrazioni riferite alla vaccinazione per il Covid-19, dando voce a chi l’abbraccia, a chi ne rifugge, a chi è indeciso. Un ascolto non giudicante, destinato a raccogliere le motivazioni, le emozioni, le scelte di tutt’e tre i sottogruppi: i pro-vax, i no-vax e gli esitanti. Da queste narrazioni ci si ripropone di raccogliere elementi per proporre campagne vaccinali più appropriate, che tengano conto dei vissuti che le persone relazionano alla cura.

Oltre all’iniziativa in sé, merita una considerazione il presupposto implicito: che la medicina possa essere considerata un luogo di “conversazione”. Il termine può risultare sorprendente. In genere parliamo di conversazione riferendoci a uno scambio di opinioni senza impegno: due chiacchiere intorno a una bottiglia di vino o una tazza di tè. La conversazione può essere molto più di questo: un vero e proprio atto di civiltà. Presuppone la disposizione ad avventurarsi fuori dalla propria bolla, dove riceviamo solo le informazioni in sintonia con le nostre convinzioni e che ce le confermano. Prevede la disponibilità a uscire dal proprio IO e a incontrare il TU: prendendolo sul serio, ascoltandolo, lasciandosi provocare da un altro punto di vista. Un percorso difficile, ma che può condurre a un NOI inusuale: inclusivo e non escludente.

Quale tema meglio della salute può indurci a praticare la civiltà della conversazione? Sotto la guida della Medicina Narrativa possiamo scoprire che le alternative ai conflitti sistematici esistono. E sono molto promettenti per la nostra con-vivenza.

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