PENSIERI CONTAGIOSI – Ripensare la normalità nell’emergenza pandemica

Abbiamo contato, giorno dopo giorno: i contagiati, i ricoverati in terapia intensiva, i morti. Abbiamo avuto emozioni inedite, in uno scenario che ha superato ogni immaginazione. Non abbiamo cessato di scambiare opinioni con chi condivideva con noi lo stato di confinamento e, più ampiamente, con la comunità “social” di riferimento (per lo più dentro la nostra bolla, cercando di evitare scontri con chi si arroccava in posizioni opposte alla nostra…).

Ora, dopo il lungo stand by del confinamento, è tempo di riavviarci. Ma non vorremmo che la feconda produzione di idee e progetti svanisse come un sogno al risveglio. Perché in quanto abbiamo pensato e immaginato c’era anche l’auspicio che la pandemia non seminasse soltanto smarrimento. Ci ha costretto a modificare un modo di essere con gli altri che davamo per scontato; ha impattato dolorosamente modalità di cura consolidate, obbligandoci a domandarci, ancora una volta, che cosa sia giusto fare od omettere nello scenario della cura. Ci siamo

domandati se la normalità, da cui siamo stati costretti a uscire, fosse davvero ineccepibile, o non contenesse piuttosto i presupposti del disastro. Lo stato di emergenza, facendo affiorare malesseri nascosti, ma ha anche aperto prospettive inedite. Sì, ci ha fatto immaginare di poterci sollevare sulla punta dei piedi: un modo diverso di stare sulla terra. Il tremendo virus nemico costretto a diventarci amico, tra- sformando il suo attacco mortale in un imprevisto slancio di spiritualità.

È questo il patrimonio che non vorremmo andasse perduto. Per questo ci ostiniamo a farlo circolare – ora in forma di libro – in una ideale conversazione, che si allarghi in circoli sempre più ampi. Le riflessioni qui raccolte hanno camminato: in siti internet, in riviste, in scambi di posta elettronica. La loro ambizione è di fare ancora più strada, in una condivisione approfondita. Alla giustificata paura di essere contagiati dal virus contrappongono l’auspicio di essere contagiose. Passando così dall’immunità di gregge (senza pensieri…) al fervore di una comunità pensierosa.

INDICE

PREMESSA
Mauro Angarano e Claudia Zilioli

INTRODUZIONE
Sandro Spinsanti

I. SULLA SCENA DELLA PANDEMIA
     Ripensare la normalità in tempo di emergenza
     Cronache di sanità e medicina narrativa
     Diritti violati e discriminazioni
     I luoghi della cura sparigliati

II. PROFESSIONE: CURANTE
     Il lavoro di cura pesato sulla bilancia dell’etica
     L’etica al tempo della pandemia
     Le scelte tragiche di questi tempi
     La pandemia e i suoi “affetti collaterali”

III. LE MODALITÀ DELLA CURA
     Curare con i cinque sensi: la sfida della pandemia
     La cura: una questione di merito?
     La cura che passa attraverso gli occhi
     Un progetto di salute gastro-centrata

RECENSIONI

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